domenica 30 aprile 2017

Torta di pane di papà



"Oggi la torta la faccio io perchè voi continuate a comprare il pane e adesso ne abbiamo per un reggimento...peccato sia tutto secco!"
Quando papà se ne esce con frasi simili noi sappiamo che la torta non è una torta qualsiasi ma la "famigerata" torta di pane!!!
Perchè famigerata? 
Perchè fino a qualche anno fa non è che fosse proprio il suo cavallo di battaglia e in più ne faceva sempre per un esercito.
Da qualche mese però ha ricominciato a farla e devo dire che è nettamente migliorato.
Anzi, è stato bellissimo quando ha voluto a tutti i costi prepararla per la grigliata che feci con alcuni amici e inaspettatamente fu apprezzata da tutti!
In vista della prossima scampagnata avevo già detto che avrei preparato io il dolce e il mio ragazzo ha subito messo le mani avanti chiedendo che papà preparasse la sua torta di pane!
Mi ruba il mestiereeeee!

Però devo ammetterlo, quando gli riesce è davvero eccezionale.
E' la classica torta rustica che profuma di casa, di genuinità e semplicità.
Apparentemente grezza ma dal cuore morbido, nera come la terra vangata dai contadini a cui si deve questa torta paesana.
E' la torta di chi conosce i sapori veri della vita, quelli più semplici di chi ne conosce i valori profondi, di chi ama la terra, di chi se ne sporca le mani cercando di trarne il meglio, di chi da essa impara e va fiero delle sue radici; e ne trasmette i valori, insegnando ad essere umili e forti allo stesso tempo, sempre leali e rispettosi di qualsiasi cosa e chiunque, di chi cade e si rialza tenendo sempre alta la testa, e aiutando a rialzarsi, perchè non è restare sempre in piedi segno di forza, ma trovare le energie e la volontà di rialzarsi dopo le cadute. 
E questo me lo ha insegnato lui insieme alla mia mamma.
Alle radici di papà mi sono avvinghiata anche io e di tutto quello che è, di ciò che mi ha insegnato e continua ad insegnarmi, io ne vado fiera.


 Ingredienti (il segreto di papà è assaggiare e andare a occhio) 
  • 500g di pane raffermo ( tipo michetta)
  • 1 litro di latte intero
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 3 uova
  • Aroma di vaniglia
  • 30 g di pinoli
  • 40 g di uvetta
  • 2 cucchiai di cognac
  • Mezza bustina di lievito vanigliato
  • zucchero a velo q.b.
Preparazione

Lasciate ammollare il pane in mezzo litro di latte per due ore e man mano che viene assorbito aggiungete i restanti 500 ml . (Papà in realtà lo riduce a farina per velocizzare la preparazione del dolce :p).
Lavorate il pane fino a quando avrete ottenuto una "pappetta" densa, quindi aggiungete le uova, lo zucchero e il cacao.
Mescolate fino a quando il composto risulterà omogeneo.
Ora unite l'aroma alla vaniglia, le uvette, precedentemente sciaquate e tenute a bagno oer una decina di minuti, il cognac e i pinoli.
Amalgamate il tutto e unite il lievito. Mescolate ancora e versate il composto in una tortiera unta e infarinata con della farina di polenta.
Livellate la superficie del dolce e decorate con altri pinoli.
Fate cuocere in forno pre riscaldato a 150° C per 40 minuti e quando sarà cotta (fate la prova con lo stuzzicadenti) lasciate raffreddare completamente prima di decorare con abbondante zucchero a velo.


martedì 25 aprile 2017

Cheesecake allo yogurt e fragole e viaggio nel villaggio di Belle


Siete mai stati nel paese delle fate dove ogni magia è possibile?
Certo sulle ali della fantasia tutto è possibile, ma quando questa incontra la realtà, sembra davvero di vivere un sogno da cui non ci si vorrebbe più svegliare.
Due mesi fa è uscito nelle sale cinematografiche il film con la bravissima Emma Watson "Beauty and The Beast".
La Bella e la Bestia è da sempre il mio cartone animato preferito, una storia tanto incantata quanto vera, che nasconde nella sua spontaneità e semplicità, i segreti della cosa più bella, immensa e complicata che la vita ci riserva, l'amore vero.
Bene, filosofia e significati a parte, quel film ha fatto rinascere in me quella voglia di tornare per un attimo bambina e catapultarmi in un piccolo borgo da favola come quello di Belle.
Quale occasione migliore delle vacanze di Pasqua per scoprire insieme ai miei genitori un posto magico come l'Alsazia e condividere di nuovo insieme l'esperienza di un bel viaggio e la quotidianità della famiglia anche se purtroppo, causa esami universitari, mancava all'appello la mia sorellina)?



Venerdì 14 aprile, con gli occhi ancora pieni di sonno, siamo partiti alla volta di Lucerna, la bellissima e caratteristica cittadina svizzera lungo il Lago dei quattro cantoni, che, come ci siamo resi conto sulla via del ritorno, è un mare che si estende tra le pittoresche e solenni cime alpine.
Panini al sacco, vista lago, panchina e piccioni, e poi zaino in spalla (io e la mamma solo borsa :P) per iniziare il tour della città.
Vistando chiese, vicoli, parchi, il lungolago con pausa gelato immenso, e il celebre ponte di legno, il pomeriggio è passato in fretta e noi avevamo ancora due ore di auto per giungere a Colmar, in Alsazia, dove ci aspettava l'appartamento che avevamo affittato per due notti.


I favolosi scorci della verdeggiante e rigogliosa campagna svizzera si susseguivano oltre il finestrino  della nostra auto che sfrecciava lungo l'autostrada; i masi, le cascine, le mandrie di mucche e caprette al pascolo sembravano salutare i viaggiatori, imperturbabili nella loro bucolica vallata che nonostante costeggiasse la strada principale trafficata di vetture e camion, sembrava isolata in una bolla di vetro.
Arrivammo a Colmar per cena e dopo le comiche nell'appartamento a causa di un apparente letto in meno che alla fine si è rivelato essere un divano letto in cui per riuscire a starci per intero dovevo dormire in diagonale, ci siamo diretti in una delle brasserie del centro contemplando le tipiche casette e i vicoli di una ridente cittadina decorata per la Pasqua.


A cena degustazione di piatti tipici! 
Per papà la ricca choucroute, ossia un piatto di crauti, patate e almeno cinque tipi di salsicce e carni di maiale affumicate...per stare leggeri insomma!
Io e la mamma abbiamo optato invece per qualcosa di più soft ma altrettanto tipico, la Tarte Flambèe che gli alsaziani chiamano anche pizza...no, tranquilli, gli abbiamo solo prestato il termine perchè una pasta brisèe con sopra della panna acida, dadini di pancetta, cipolle marinate e formaggio, per quanto gustosa, non può assolutamentissimamente reggere il confronto con la nostra insuperabile pizza!
Soddisfatti e a pancia piena siamo tornati a casa per riposarci in vista del tour della Route des Vins d'Alsace e dei suoi pittoreschi borghi.


Malgrado un risveglio sotto un cielo grigio e nuvoloso che minacciava pioggia, una mattina francese non può che iniziare con un burrosissimo croissant o con un goloso pain au chocolat che hanno ben compensato un brodoso e insipido caffè au lait perchè, diciamocelo, all'estero, salvo le goloserie di Starbucks, cappuccini e caffè non li sanno proprio fare.
Però siamo riusciti a fare un egregio rifornimento di energie per iniziare il tour alla luce del giorno di Colmar.


Case colorate e con i tipici intrecci in legno alsaziani sembravano aver preso vita dalla pennellata di un allegro pittore, balconi e finestre decorate con uova colorate, coniglietti di paglia, cuori di legno, paglia o rami di pino, nastri di tutti i colori...era primavera anche se il clima e il cielo erano quelli tipici del nostro autunno.
Mentre la città si risvegliava, i vicoli si riempivano del profumo di croissant, torte e baguette appena sfornati; le vetrine delle numerose patisserie e boulangerie si popolavano di brioche, tarte au pomme,  torte di frutta e dolci di ricotta, conigli di cioccolata, macarons e il tipico Kouglof di Colmar.
Era una gioia per il palato, per gli occhi...e anche per il naso!


Il pomeriggio lo abbiamo passato curiosando tra i borghi della Via dei vini. 
La piccola Eguisheim e il suo castello, le due bomboniere Kaysersberg e Riquewhir dove Cesare Cremonini ha anche girato il video di "Maggese", la più grande e pittoresca Ribeauvillè, ognuna uguale ma diversa dalle altre perchè ogni vicolo, ogni casa, ogni port, ogni torre è un'emozione che resta nel cuore.
Dato che anche il gusto e non solo la vista va soddisfatto, soprattutto per chi si intende di vino, non fermarsi in una delle numerose cantine per sorseggiare e acquistare almeno una bottiglia di Gewurztraminer, Sylvaner, Riesling o Pinot gris, frutto delle pregiate distese di viti d'Alsazia. 
E infatti papà è stato contento di portarsi a casa una decina di bottiglie da centellinare nel corso degli anni.
Conoscendo la sua passione oltre che quella della mamma per i villaggi pittoreschi e rustici, sapevo che avrebbero gradito questo viaggio, e non mi sono sbagliata. 



La domenica di Pasqua, dopo un ultima visita a Colmar e alla sua Petit Venice, abbiamo fatto rotta verso il lago Titisee in Germania per poi fare una tirata di quasi cinque ore fino a casa grazie a un formidabile e, aggiungerei instancabile, pilota.
Abbiamo cenato con mia sorella, salutato i nonni e dopocena ho visto il mio ragazzo che mi sarebbe piaciuto avere lì con noi durante questo stupendo viaggio.
La marmellata di Framboise l'ha gradita molto e ha promesso che la userà per prepararmi le sue mitiche crepes!
Io nel frattempo mi sono dilettata con un altro dolce, uno dei suoi preferiti visto che ieri ha compiuto gli anni.


Cheesecake alle fragole e yogurt!
Non sarà speciale come quello della sua mamma ma direi che non me la sono cavata male, e poi anche la nonna, reduce da un intervento dal dentista, ha potuto mangiarlo.
Era da parecchio tempo che non preparavo un cheesecake, a casa in genere avanza sempre e permea nel frigorifero per almeno tre giorni, però avevo davvero voglia di qualcosa di cremoso e fresco, primaverile e colorato da dedicare a qualcuno, e non potevo trovare dolce e occasione migliore.


Ho usato la stessa ricetta del Cheesecake estivo dell'anno scorso, ma questa volta, vista la stagione, ho optato per le fragole.
Anche fare la foto e usare la fantasia per creare un contesto un pò da fiaba è stato divertente, ma sopratutto preparala pensando a una persona a cui tengo con tutta me stessa e vedere il viso un pò provato della mia super nonna ora in netta ripresa, compiaciuto per la cremosità e la bontà del dolce, sono stati gli ingredienti per il successo di questa favola di cheesecake che sa di amore e profuma di primavera.


Ingredienti (per una tortiera di 22 cm di diamento)

Per la base
  • 230 g di biscotti Digestive
  • 100 g di burro
Per la crema
  • 370 g di ricotta
  • 170 g di yogurt greco alla fragola
  • 250 g di yogurt alla fragola
  • 200 g di panna da montare
  • 100 g di zucchero 
  • 4 fogli (8 g) di colla di pesce (gelatina in fogli)
  • 40 g di latte
  • 500 g di fragole
Preparazione

Iniziamo a preparare la base: fate fondere il burro e sbriciolate i biscotti riducendoli a farina. 
Amalgamate bene burro e biscotti e distribuite omogeneamente il composto sul fondo (foderato di carta da forno) di uno stampo a cerniera, livellando la superficie aiutandovi con il dorso di un cucchiaio.
Lavate e asciugate una decina di fragole e tagliatele sottilmente per il lungo. 
Disponetele in verticale con la punta rivolta verso l'alto, sul fondo biscottato lungo tutta la circonferenza della base del dolce. 
Lasciate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Intanto mescolate la ricotta con lo yogurt e lo zucchero (io l'ho passato nel mixer per qualche minuto per avere un composto cremoso e senza grumi).
Montate la panna e aggiungetela alla crema di yogurt e ricotta mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.
Dopo aver tenuto i fogli di gelatina in ammollo nell'acqua fredda per almeno 15 minuti, strizzateli bene e fateli sciogliere nel latte che intanto avrete fatto intiepidire.
Quindi aggiungete la colla di pesce e il latte alla crema di yogurt, panna e ricotta e mescolate bene il tutto.
Versate il ripieno sul fondo biscottato con sopra la frutta e livellate bene la superficie del cheesecake.
 Lasciate riposare il dolce in frigorifero per tutta la notte e quando è il momento di servire decorate con le fragole precedentemente lavate e asciugate.




domenica 16 aprile 2017

Torta salata ai porri e crema di gorgonzola





Domani é Pasquetta e se il sole non farà il prezioso, molti la trascorreranno tra pic nic all'aperto e grigliate in giardino.
E vuoi dimenticarti in queste scorpacciate campestri qualche sfiziosa torta salata? 
Ultimamente tra muffin salati e quiche mi sto sbizzarrendo,  ma la bella stagione mi ispira questo tipo di piatti e complice il frigorofero, mi riescono quiche tipo questa, dedicata ai golosi vegetariani con stomaci belli forti! 
Porri e crema di gorgonzola...che ne dite? 



Ingredienti

Un rotolo di pasta brisèe
100 g di gorgonzola
2 cucchiai rasi di fecola di patate
30 ml di latte
30 g di parmigiano grattugiato
Un tuorlo
2 porri
Sale
Pepe
Olio extravergine di oliva
Noci o nocciole  (facoltativo)

Preparazione

Lavate i porri, tagliateli a rondelle sottili e fateli rosolare in padella con un pò d'olio e un pizzico di sale fino a che non saranno cotti ma croccanti.
Lasciateli raffreddare e intanto sbattete il tuorlo con il parmigiano grattugiato, sale e pepe.
In un pentolino fate scaldare il latte e scioglietevi la fecola di patate, quindi aggiungete il gorgonzola a pezzetti e mescolate afiamma dolce fino a quando non avrete ottenuto una crema densa e omogenea.
Versate l'uovo e il formaggio nella crema di gorgonzola e mescolate.
Stendete la pasta brisèe in una teglia foderata con della carta da forno, bucherellate il fondo con una forchetta, versate il porri e la crema di gorgonzola.
Chiudete i bordi della torta salata e decorate con qualche noce.
Fate cuocere a 180°C in forno già caldo per 30 minuti e lasciate raffreddare.
Il giorno dopo è ancora più buona!!


sabato 1 aprile 2017

Muffin mediterranei con provola e pomodorini



Sabato mattina. Lezione di inglese in preparazione dell'esame per conseguire la certificazione B2. 
Sono la prima dei quattro ragazzi che seguono il corso con me e quando l'insegnante mi saluta complimentndosi per il mio tema e stampandomi una A gigante sul foglio, esortandomi a tentare il livello superiore al B2, il CAE, perché data la mia preparazione di base è certa che lo riuscirò a passare, tutti i momenti difficili, tristi, le tensioni di queste ultime due settimane un po' scombussolate, hanno iniziato ad allentarsi.
A volte basta poco per essere più sereni e in pace con se stessi, anche un piccolo passo avanti che mostra quanto si vale e quanto grandi siano le proprie capacità, aiuta molto.


Dopo lezione ho raggiunto papà al supermercato.
Lui scherza e si lamenta quando gli dico che gli farò compagnia mentre fa la spesa, perché sostiene che gli riempio il carrello di cose inutili e strane. 
Non è vero! 
Magari solo qualche frutto sconosciuto o semi di chissà quale pianta....ma è cultura gastronomica!
Comunque, a me piace fare la spesa: mi piace stare col mio papà, osservare come sceglie la frutta e la verdura, come valuta la qualità della carne o studia i prezzi e la provenienza dei vini più rinomati.
Mi piace anche quando vado con la mamma o la zia...perché ci sbizzarriamo con i peccati di gola, accessori vari o elementi essenziali per bagni rilassanti.


Quando vado da sola mi perdo tra gli scaffali soprattutto nel reparto etnico, bio, frutta e verdura, torte e decorazioni e poi ovviamente, sotto Natale, non posso non trascorrere metà del tempo tra palline colorate, luci e ghirlande.
Però, anche in questo periodo il settore gardening con piantine e fiori di tutti i tipi, spesso in offerta, o accessori e decorazioni per il giardino, è spesso meta delle mie ispezioni.
Se potessi comprerei tutte le primule, i fiordalisi, i garofani in esposizione per trasformare la terrazza e il balcone in una serra. 


Mi piace anche osservare la spesa degli altri clienti: è una specie di gioco psicologico in cui provo a capire la personalità di una persona in base alla spesa che fa e spesso, anche l'aspetto o il modo in cui si veste offrono suggerimenti.
Feuerbach sosteneva che siamo ciò che mangiamo; ecco io provo ad applicare la sua massima e ogni tanto riesco anche ad indovinare! :p
È un bel passatempo soprattutto quando si è in coda alle casse e il tempo sembra fermarsi.


Anche osservare i prodotti, annusare, lasciarmi influenzare dai loro colori, sono una forte di ispirazione per le mie ricette e i miei esperimenti.
In questo periodo mi sto divertendo soprattutto con i finger food, le torte salate e proposte sfiziose da pic nic in vista di Pasqua e Pasquetta.
Per esempio, con i pomodorini e la provola affumicata portata dai nonni direttamente dalla Puglia, mi sono venuti in mente questi muffin dal sapore molto deciso, gustoso e mediterraneo.
Molto molto primaverili.



Ingredienti per 16 mini muffins
  • 200 g di farina 00
  • 40 g di fecola di patate 
  • 200 ml di latte
  • 60 ml di olio di semi 
  • 40 g di parmigiano grattugiato 
  • 2 uova
  • 200 g di pomodorini ciliegino
  • 200 g di provola affumicata 
  • Sale
  • Origano
  • Una bustina di lievito  (oppure 1/4 di cucchiaino di bicarbonato e mezzo cucchiaino di succo di limone)
Preparazione 

Lavate e asciugate i pomodorini, tagliateli in quattro e svuotateli dei semi, mescolateli con un filo d'olio d'oliva, sale e origan.
Tagliate a dadini anche la provola e mettetela da parte.
In una ciotola capiente mescolate la farina, la fecola, il parmigiano grattugiato, il lievito (o il bicarbonato), il sale e se volete un pizzico di pepe.
In un altro contenitore mescolate le uova leggermente sbattute con il latte, l'olio e se avete usato il bicarbonato, una spruzzata di succo di limone.
Mescolate bene e unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi amalgamando bene ma non troppo a lungo.
Aggiungete la provola e i pomodorini tenendo e da parte qualche mancata per decorare.
Riempite gli stampini per i muffin (unti e infarinati) per 3/4 e decorate la superficie con qualche pomodorino e cubetto di provola.
Fate cuocere a 180°C per 20 minuti in forno già caldo.
Tiepidi sono squisiti.