domenica 27 novembre 2016

Crostatine di Natale e Orsacchiotti dell'Avvento


Finalmente ci siamo: è iniziato il periodo dell'anno che preferisco.
Da qualche giorno siamo entrati nell'Avvento e Milano si è già riempita di luci, vetrine illuminate e addobbate a festa, profumo di caldarroste, vin brulé e leccornie che si diffondono nell'aria; 
e poi le spezie con il profumo pungente e caldo della cannella e l'aroma di tazze fumanti di cioccolata calda, la coccola ideale dopo passeggiate al freddo nelle vie del centro alla ricerca dei regali di Natale.


Non ho mai smesso di fantasticare sul Natale, non ho mai smesso di amarlo e di cercare di godere di ogni più piccolo frammento di spirito natalizio.
Lo cerco dappertutto e ovunque mi sembra di scorgerlo:
lo trovo nella nebbia che avvolge il paesaggio come in una calda coperta,
nel tripudio di cioccolatini all'ingresso di supermercati rallegrati da fiocchi, strenne e luci colorate,
nei profumi speziati, nel freddo pungente, nei film di Natale, nei sapori semplici ma nuovi e tipici delle feste.
 Lo trovo nelle vie della città, quando gli occhi della gente e soprattutto dei bambini si riempiono di gioia e si illuminano soffermandosi estasiati davanti alle luminarie e allo sfavillio di luci, ghirlande, addobbi nelle vetrine.
E poi, lo trovo nei ricordi.


Era la vigilia di Natale del 2000 quando con papà e la mia sorellina che allora aveva solo quattro anni, abbiamo iniziato la tradizione di trascorrere la mattina del 24 dicembre a caccia degli ultimi regali per i parenti da mettere sotto l'albero.
Papà ci portava a spasso per Milano,  sotto la neve che scendeva piano, lentamente e a piccoli fiocchi: noi la mangiavamo quando ci si appoggiava sul viso.
Camminavamo tanto ma perdendosi nel calore natalizio delle vie della città e divertendosi insieme, la fatica non si sentiva. 
La fame si però, e allora cosa poteva esserci di meglio di una cioccolata calda con panna?! 
Da quell'anno, anche oggi che siamo grandi, la mattina della vigilia ci piace trascorrerla così, a spasso con papà e immerse nei ricordi di piccoli fiocchi di neve sul naso. 


Il pomeriggio invece, proprio come sedici anni fa, si spacchetta e si cucina con la mamma.
Mentre fuori la neve continuava a cadere lenta, noi, sedute sulla coperta rossa stesa sul pavimento, guardavamo "Pomi d'ottone e manici di scopa" intente a impacchettare i doni per nonni e zii.
Subito dopo seguivano i cartoni animati natalizi di Cip&Ciop, Paperino e i classici su Babbo Natale, di cui l'intramontabile The Polar Express, visto per la prima volta al cinema con la mamma, resta uno dei film che più amo anche oggi. 


E dopo i regali? 
Tutti in cucina!
Si perché un altro ricordo di Natale, uno dei momenti che più mi rievoca questa festa, questi momenti di gioia, di casa, di affetto e semplicità, sono le mani sporche di farina, i profumi di zenzero, cannella e noce moscata che si diffondono in casa seguiti dal profumo delizioso di biscotti appena sfornati.
Proprio i biscotti  sono i dolci che amo realizzare in questo periodo.
Da qualche anno abbiamo iniziato a costruire la Gingerbread House, e l'anno scorso, realizzarla tutti insieme, io, papà, mamma e Silvia, e il mio ragazzo che collaborava a distanza nonostante il lavoro, è stato forse il regalo più bello.
Oltre al profumo di speculoos, si respiravano armonia e allegria.
Era proprio lo spirito natalizio che se potessi, metterei in un barattolo per poterlo aprire almeno una volta al mese.


Ma preparare i biscotti durante il periodo dell'Avvento è un'altra tradizione che amo, proprio perché è divertente, rilassante; 
é la semplicità di casa e soprattutto, come ogni gesto o regalo, è amore, è un cercare di indovinare i gusti dell'altro per vedere quanto lo si conosce e quindi entrare sempre di più nelle reciproche realtà. 
È essere felici, e per me essere felice è anche fare e regalare biscotti "ripieni" di tutti i significati che questi piccoli gesti, non solo sotto Natale, possono avere.


In particolare, questa settimana mi sono ritagliata un intero pomeriggio per sformare biscotti natalizi di semplice pasta frolla (ovviamente firmata Ernst Knam) e Crostatine con marmellata di arance, frutta secca, miele e cioccolato fondente abbinati secondo quanto la fantasia mi suggeriva in quel momento.
Li ho preparati con mia sorella, che intanto scattava anche qualche foto: momenti di felicità e serenità che si sono rivelati anche molto graditi al palato!


Ingredienti  (per 24 biscotti e 4 crostatine)

Per la pasta frolla:
  • 250 g di farina 00
  • 100 g di burro morbido
  • 1 uovo
  • 100 g di zucchero
  • Un pizzico di cannella
  • Una bustina di vanillina
  • Una pizzico di sale
  • Un cucchiaino raso di lievito per dolci 
Per la farcitura delle Crostatine
  • Marmellata di Arance
  • Frutta secca mista 
  • Cioccolato fondente 
  • Miele
Preparazione 

Lavorate il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero incorporando bene gli ingredienti.
Aggiungete l'uovo leggermente sbattuto, la farina, il lievito per dolci, la vanillina, la cannella e il sale, quindi impastate bene il tutto fino a quando avrete ottenuto un panetto omogeneo.
Avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per un'ora.

Prelevate metà della pasta frolla e stendetela su un piano infarinato: cercate di ottenere uno spessore di circa 2 mm per le Crostatine e 1 mm per i biscotti. 
Ungete e infarinate lo stampo delle Crostatine, stendete la frolla e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta.
Farcite a piacere e decorate la superficie come la fantasia vi suggerisce: io mi sono sbizzarrita con una pioggia di stelle.
Fate cuocere in forno già caldo a 180°C per 15 minuti e lasciate raffreddare.

Con la pasta frolla avanzata fate i biscotti: se avete la formina dell'orsetto potete creare un effetto dolcissimo decorando i vostri biscotti con un piccolo codino o una preziosissima noce (o mandorla) tenuta stretta stretta dall'orsacchiotto.
Ricordate che i biscotti non devono avere uno spessore maggiore di 1 mm e vanno cotti in forno pre riscaldato a 180°C per 10 minuti.
Non dovranno scurirsi in cottura,  ma solo leggermente dorarsi sui bordi.
Quando saranno cotti, lasciateli raffreddare completamente in modo da lasciarli indurire; quando li assaggerete la pasta frolla si scioglierà in bocca.








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